E ora, a noi due

La Comédie humaine!

Ma Bohème

Un post di qualche tempo fa finito per sbaglio in un angolino buio del blog. Lo ripesco dal cestino in cui è scivolato. Le numerose analogie tra le riflessioni di Balzac e la società odierna valgono, a mio avviso, una risurrezione se, come leggo in un tweet molto recente, «il punto è questo… meglio essere benestanti e pregiudicati o essere onesti ma morti di fame?» L’essenza dell’uomo non cambia: sentimenti, passioni, emozioni, bassezze o gesti nobili restano immutabili. Può rinnovarsi il modo di esprimerli, ma non la loro sostanza.

Le Père Goriot, uno dei tasselli dell’imponente Comédie Humaine sembra in effetti davvero scritto da un autore di oggi, se non per lo stile, per alcuni messaggi di una sconcertante attualità. Personaggi e situazioni appaiono quasi come uno specchio dei nostri tempi: donne e uomini che vivono di apparenza, recitano un ruolo nel mondo del lavoro, in famiglia, nelle relazioni interpersonali…

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Spazio e armonia

Mi sembra la giornata giusta per parlare di pace.
E anche per far conoscere questa meravigliosa donna, blogger, scrittice, traduttrice, editor.
Grazie Primula!

Ma Bohème

Vagabondando tra libri, fogli, immagini, pensieri  e riflessioni.

Paul Eluard, Le visage de la paix, 1951, éd. La Pléiade
(cliccare sull’imagine per ingrandire)

[I]
Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba
e il più naturale è la testa dell’uomo.

[2]
L’amore della giustizia e della libertà
ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce
perché ha il sapore della felicità.

[3]
Che la terra produca, che la terra fiorisca
che la carne e il sangue viventi
non siano mai sacrificati.

[4]
Che il volto umano conosca
l’utilità della bellezza
sotto l’ala della riflessione.

[5]
Pane per tutti, per tutti delle rose
L’abbiamo giurato tutti
Camminiamo a grandi passi
E la strada non è poi tanto lunga.

[6]
Fuggiremo il riposo, fuggiremo il sonno,
Coglieremo veloci l’alba e la primavera
E prepareremo giorni e stagioni
A misura dei nostri sogni.

[7]
La bianca illuminazione
Di credere tutto…

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Dalla parte dei bambini

Ma Bohème

A ridosso del 19 marzo, data in cui si celebra la festa del papà, non si fanno attendere le polemiche anche in assenza di recenti fatti di cronaca che possano generarle o di narrazioni che li mettano in prima pagina.

In rete, da giorni, circolano articoli che raccontano di come in un asilo nido di Milano sia stato deciso di abolire la tradizionale preparazione di regalini e bigliettini per il proprio genitore. Ne parla ovviamente Il Corriere, seguono a ruota La Stampa, Il Fatto Quotidiano e altre testate. Motivo della scelta? Non discriminare i bambini che hanno due mamme o sono comunque figli di coppie gay. Immancabili le proteste di Fratelli d’Italia, Lega Nord e di chiunque abbia sfruttato l’occasione per strumentalizzare l’accaduto.

È proprio un pezzo del Fatto a essere condiviso ripetutamente e a diffondersi come un meme.

Retweet a raffica, commenti indignati dai classici «Vergogna!» o…

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Berlino in BW

“Street photography” in b/n attraverso gli occhi di un viaggiatore.

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

Molte ombre, sempre meno luci.

Berlino, se non stai attento, è una città pericolosa; ci arrivi a 20 anni e ti risvegli che ne hai 40 senza aver combinato niente nella tua vita”; così me la descriveva una studentessa universitaria conosciuta lì qualche anno fa’. Capisco che questa frase detta da una laureata in “Storia della videoarte rumena degli anni 70” (giuro, esiste) possa perdere tutta la sua credibilità ma in quel momento la sentivo vera al 100%, lo sentivo sulla mia pelle. Berlino ti assorbe totalmente ed il rischio di non uscirne è reale.

Sono appena rientrato dall’ennesimo soggiorno in quella che è sempre stata, e forse ancora lo è, la mia città del cuore. L’ho vista cambiata, non è sicuramente la stessa Berlino di 10/15 anni fa: i punk hanno lasciato spazio agli hipster, i centri sociali agli uffici o a cocktail bar, i venditori…

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